I procuratori romeni della Direzione per l’Investigazione della Criminalità Organizzata e del Terrorismo (DIICOT) hanno preso in custodia l’ex candidato alla presidenza Călin Georgescu nella mattinata di oggi (21 settembre), dopo averlo fermato mentre era alla guida nei pressi di Otopeni. È stato accompagnato nella sua abitazione di Mogoșoaia, nella contea di Ilfov, dove gli agenti della DIICOT hanno eseguito una perquisizione nell’ambito di un’indagine su un presunto gruppo criminale organizzato e su una frode aggravata.

La DIICOT ha dichiarato che sono state perquisite cinque abitazioni a Bucarest, Mogoșoaia, Ciolpani e Buftea. Secondo i procuratori, nel settembre 2021 tre uomini – due romeni di 64 e 47 anni e un italiano di 56 anni – avrebbero costituito un gruppo che si presentava come composto da facoltosi investitori stranieri in grado di organizzare ingenti prestiti bancari. Un imprenditore, Răzvan Leu, avrebbe trasferito più di 1,1 milioni di euro come garanzia per un credito promesso di 6 milioni di euro, che non è mai stato erogato.

I media romeni hanno inoltre riferito che gli investigatori stanno esaminando ulteriori trasferimenti di denaro che coinvolgerebbero cittadini russi. La moglie di Georgescu, Cristela, e l’imprenditore Ionel Rusen sono stati menzionati in relazione al fascicolo. Si tratta di accuse ancora da dimostrare: nel caso non è stata emessa alcuna condanna.

Da scienziato del suolo a “esperimento” politico

Georgescu è nato il 26 marzo 1962 nel quartiere Cotroceni di Bucarest. Nel 1986 si è laureato presso l’Istituto di Agronomia Nicolae Bălcescu e nel 1999 ha conseguito un dottorato in pedologia, la scienza che studia il suolo. Dopo aver lavorato inizialmente come ingegnere nel settore della bonifica e della sistemazione dei terreni, negli anni Novanta ha ricoperto diversi incarichi presso il ministero dell’Ambiente romeno. In seguito è stato rappresentante della Romania presso il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), Relatore speciale delle Nazioni Unite sugli effetti dei rifiuti pericolosi sui diritti umani (2010-2012), presidente dell’European Research Centre del Club di Roma (2013-2015) e direttore esecutivo dell’UN Global Sustainable Index Institute. Si è descritto come un esperto di sviluppo sostenibile.

È stato brevemente vicino all’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), prima di lasciare il partito nel 2022 a causa di contrasti interni. Candidato indipendente alle elezioni presidenziali del 2024, ha concluso al primo posto il primo turno di novembre con circa il 23% dei voti, in un risultato inatteso che ha sconvolto gli equilibri politici romeni. La sua campagna ha fatto ampio ricorso a TikTok, dove il suo seguito è cresciuto rapidamente.

Le elezioni del 2024 e le conseguenze

Pochi giorni dopo il risultato del primo turno, il Consiglio Supremo di Difesa Nazionale della Romania ha desecretato alcuni rapporti di intelligence nei quali veniva descritta quella che le autorità definivano una “azione ibrida russa aggressiva”. I documenti denunciavano una promozione coordinata su TikTok, migliaia di account recentemente attivati e attacchi informatici contro le infrastrutture elettorali.

Il 6 dicembre 2024 la Corte costituzionale ha annullato l’intero primo turno, sostenendo che il processo elettorale fosse stato distorto. Georgescu ha definito la decisione un “colpo di Stato”. In seguito gli è stato impedito di partecipare alla ripetizione delle elezioni. Nicușor Dan è stato infine eletto presidente.

Georgescu ha elogiato Vladimir Putin definendolo “un uomo che ama il suo Paese”, ha descritto l’Ucraina come uno “Stato inventato” e ha dichiarato che avrebbe posto fine al sostegno militare e politico romeno a Kyiv. Ha criticato il sistema di difesa missilistica della NATO presente in Romania e sostenuto che la sicurezza debba essere garantita attraverso il dialogo con la Russia piuttosto che attraverso lo scontro.

Si presenta come un nazionalista romeno incentrato sulla sovranità, sulla Chiesa ortodossa e sull’autosufficienza agricola. I suoi critici lo hanno definito di estrema destra, ultranazionalista e filorusso; Georgescu ha respinto tali caratterizzazioni.

Altri procedimenti pendenti

Georgescu è già sotto processo in altri due procedimenti penali. Il primo lo accusa di complicità in un tentativo di trasformare in violente le proteste organizzate a Bucarest dopo l’annullamento delle elezioni, insieme all’ex comandante mercenario Horațiu Potra. Il secondo riguarda la presunta propaganda pubblica di idee legionarie e fasciste. Entrambi i procedimenti erano già all’esame dei tribunali quando sono state effettuate le ultime perquisizioni.

Il leader dell’AUR George Simion ha reagito all’operazione di lunedì definendo la Romania “una dittatura”. I procuratori non hanno ancora annunciato se Georgescu sarà sottoposto a custodia cautelare. Dopo le perquisizioni, era previsto il suo trasferimento presso la sede della DIICOT per essere interrogato.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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